Il canone concordato è stato introdotto dalla Legge n. 431 del 9 dicembre 1998 all’articolo 2 comma 3.

Si differenzia dall’affitto a canone libero perché la determinazione del prezzo da corrispondere non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali organizzazioni o associazioni dei proprietari e degli inquilini e si determina attraverso una serie di calcoli facendo riferimento a determinati parametri e tabelle fornite dal comune in cui è posto l’immobile. Queste tabelle prendono in considerazione:

  • la zona dove si trova l’immobile
  • la categoria
  • le sue particolari caratteristiche

In base a questi 3 valori di riferimento viene assegnato un punteggio attraverso il quale si determina il valore minimo e massimo di canone mensile che può essere pagato dall’inquilino. La durata è di 3 anni rinnovabile per altri 2.

Fino al 2017, il contratto a canone concordato poteva essere stipulata solo nei comuni delle 14 città metropolitane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bari, Catania, Firenze, Bologna, Venezia, Genova, Messina, Reggio Calabria e Cagliari), nei comuni capoluogo di provincia e nei comuni ad alta densità abitativa. Con il decreto interministeriale del 16 gennaio 2017 la possibilità di utilizzo di questo tipo di contratto è stata quindi allargata a tutti i comuni d’Italia.

Quali sono i vantaggi del canone concordato?

  • IMU: ridotta del 25% in base alla alla legge n. 431 del 1998
  • IMPOSTA DI REGISTRO: pari al 2% che viene calcolato sul 70% del canone annuale
  • MARCA DA BOLLO: del valore di 16€, deve essere pagata una in ogni copia di 100 righe e una in ogni allegato unitamente alla marca da bollo da 2 euro per ogni planimetrie allegata alla documentazione
  • IRPEF: ridotta al 66,5% anziché l’85% degli altri tipi di contratto
  • CEDOLARE SECCA: l’aliquota di tassazione applicabile sul 100% del canone di locazione è ridotta dal 21% al 10%. Si tratta di un’agevolazione di notevole impatto che rende molto vantaggiosa per il proprietario la stipula del contratto.

Anche gli inquilini godono di detrazioni fiscali maggiori rispetto al contratto a canone libero:

€ 495,80 se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro

€ 247,90 se il reddito è superiore all’importo sopra indicato e inferiore ai 30.987,41 euro

Come beneficiare del contratto a canone concordato?

Fondamentale sottolineare che in attuazione di quanto disposto dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasposti del 16 gennaio 2017, per poter fruire delle vantaggiose agevolazioni, dall’anno 2018 è necessaria l’attestazione di rispondenza dal contratto da parte delle organizzazioni dei proprietari o degli inquilini che hanno sottoscritto l’accordo.

Nella determinazione del valore del canone, che come abbiamo visto non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali, locatore e locatario potranno decidere di farsi assistere dalle rispettive organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini.

Chi deciderà per diversa soluzione è comunque obbligato a richiedere alle organizzazioni il rilascio dell’attestazione di conformità del contratto a canone concordato. È quindi necessario un nulla osta redatto delle suddette associazioni di categoria in quanto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasposti stabilisce precisamente che

«per quanto concerne i profili fiscali va considerato che l’obbligatorietà dell’attestazione fonda i suoi presupposti sulla necessità di documentare alla pubblica amministrazione, sia a livello centrale che comunale, la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell’accordo locale che i presupposti per accedere alle agevolazioni fiscali, sia statali che comunali. Ne consegue che, in caso di accertamento da parte dell’Agenzia occorre esibire l’attestazione, che può essere data indifferentemente da un’associazione di proprietari piuttosto che di inquilini.»

Edilproposte ospita nel suo ufficio l’associazione di categoria dei proprietari UNIONCASA LIMBIATE che potranno offrire piena assistenza per effettuare i calcoli in base all’accordo, rilasciare l’attestazione necessaria e anche registrare il contratto telematicamente.

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